nave-zar

Dei saggi illustri (Zarathustra/spiegazione)

I saggi illustri vengono rappresentati da Zarathustra come i servitori del popolo. Non hanno mai cercato veramente la verità, loro volevano solo raggiungere il popolo. Non sono mai stati degli spiriti liberi. Uno spirito libero è spesso odiato dal popolo e chi è odioso al popolo è come un lupo per i cani. Egli dimora randagio nei boschi.

Il titolo in tedesco è “Von den berühmten Weisen”, dove ‘berühmt’ significa ‘essere famoso’, mentre “Weise” è esattamente come wise in inglese. L’impressione è che la conoscenza dei saggi illustri non sia altro che il senso comune stesso. La conoscenza del senso comune non è la verità. Il senso comune è semplicemente una costruzione della realtà che dipende dalla società e anche da strutture cognitive condivise. Ma chi cerca la verità deve spesso mettere in questione il sapere assoldato e gli uomini audaci sono in primo luogo quelli che dubitano. Abitare i problemi è molto più difficile che abitare le certezze o una fede.

Jung spiega che i saggi illustri in realtà hanno una loro verità, ma è la verità del popolo. Questa verità nasce dal consenso delle persone. Se tutti pensano che una cosa è vera, allora è vera. Questo è un pensiero deleterio che ha portato gli uomini spesso a non fare passi avanti nella scienza e della società. Al contrario si dovrebbe sempre dubitare di quello che credono i più e chiedersi se non si stiano sbagliando. Inoltre Jung pensa che dietro la figura del saggio illustre si nascondano certi professori che Nietzsche stesso conosceva e dei quali Nietzsche pensava che il loro pensiero fosse allineato con quello politico dominante.

I saggi hanno sempre pensato la verità come qualcosa di asservito alla volontà del popolo, ma non l’hanno mai cercata veramente. Così i saggi illustri sono diventati gli avvocati del popolo, i servitori e gli asini del carro del popolo. Loro che, invece, dovevano essere dei leoni. Gli spiriti liberi abitano i deserti, mentre i saggi illustri stanno nelle città ben foraggiati.

L’immagine dello spirito libero viene qui contrapposta a quella del saggio illustre. Lo spirito libero non vuole essere ‘illustre’, non cerca tanto la fama e soprattutto non è l’uomo ben accasato. Lo spirito libero sa che la sua strada è molto difficile, infatti si trova a camminare per sentieri solitari e le persone che incontra spesso gli sono nemici. Dura è la strada di chi cerca la verità, sia perché spesso la verità è gelida, ma anche perché quest’uomo incontrerà molti oppositori che della verità non vogliono sentire parola.

È interessante il termine “in Wäldern Hausende” che indica il carattere randagio dello spirito libero, ma che letteralmente vuol dire che abita i boschi (Haus = casa). Il popolo vede come “Sinn für das Rechte”, senso di giustizia, il fatto di cacciare il randagio dal suo rifugio, dunque dalla Haus che è Wald, la foresta.

È possibile che il riferimento all’asino in parte rimandi alla figura del cammello della prima metamorfosi, mentre lo spirito libero, come si vede, è rappresentato proprio dal leone, la seconda metamorfosi.

Lo spirito è vita che taglia la carne per produrre sapere. Colui che conosce deve costruire le montagne, è poco che le sposti, sostiene Zarathustra. I saggi di cui si parla conoscono solo le scintille dello spirito. Non sanno che lo spirito è incudine e loro non sono abbastanza ardenti per gettare il loro spirito nella neve. Sono tiepidi, ma la conoscenza è fredda. Non sono aquile, non conosco la gioia del terrore dello spirito. Senza le ali non potranno mai stare sospesi sull’abisso.

In tedesco quest’ultima frase suona così: “Und wer kein Vogel ist, soll sich nicht über Abgründen lagern.”. Dice che se non si è un uccello, non si deve stare sospesi sull’abisso. Le ali della traduzione italiana di Colli sono in tedesco un uccello (Vogel). Nietzsche usa il verbo “sollen” che vuol dire “dovere” in senso forte. Il termine Abgrund significa letteralmente “ciò che non ha fondo” e diventa in italiano l’abisso. Il verbo lagern ha diversi significati. Se fosse con la preposizione auf vorrebbe dire appoggiare. Ma dato che lo troviamo con über, può voler dire soltanto lo stare sospesi.

In questo passaggio vediamo emergere almeno tre immagini: quella delle montagne, quella della neve e quella dell’abisso. La prima è un chiaro rimando al passaggio dei Vangeli in cui Gesù afferma: “Lui rispose loro: “A causa della vostra poca fede. In verità vi dico che, se la vostra fede sarà grande quanto un granello di senape, direte a questo monte: ‘Spostati da qui a là’, e il monte si sposterà, e nulla vi sarà impossibile”.” (Matteo 17:20). Zarathustra ci dice che è molto più complicato costruire una montagna, che spostarla. Certo questo lo si può dire anche delle cose più banali: io non saprei come costruire il mouse che uso, ma lo sposto ogni giorno. La seconda immagine è interessante per il fatto che negli ultimi capitoli, soprattutto quello sulla canaglia, abbiamo già visto Zarathustra ricorrere parecchie volte all’immagine della neve o del freddo, in contrasto con il calore del cuore o del corpo umano. La terza immagine è veramente sublime. Un saggio illustre non ha realmente le ali per poter essere sospeso sull’abisso, dunque cadrebbe. Ma se si avessero le ali, per così dire, si potrebbe realmente stare sospesi sull’abisso. Queste ali, chiaramente, sono solo una metafora, ma cosa si cela dietro a questa parola? Potrebbe essere un riferimento allo spirito stesso ed ad una sua trasformazione interna.

Jung pensa che molte di queste immagini siano riferite proprio allo spirito e che l’esperienza dello spirito per molte persone è di terrore. Inoltre ci fa notare che, come è ovvio, nessun uccello starebbe mai sospeso, tanto meno sopra un abisso. Perciò quella è chiaramente un’altra immagine dello spirito.

Certo, anche Zarathustra è saggio, ma la sua saggezza è un’altra cosa. La sua saggezza va come la vela della nave gonfiata dal vento e dallo spirito, i saggi illustri come potrebbero andare con Zarathustra?

In cosa differisce davvero la saggezza dei saggi illustri da quella di Zarathustra? Beh principalmente in questo: Zarathustra è contro corrente, proprio come quel vento che sposta la nave di Zarathustra. I saggi illustri, invece, non sono contro corrente e vanno con il popolo. Il saggio illustre vuole compiacere il popolo e avere il popolo dalla sua parte. Zarathustra non vuole questo. La sua saggezza è proprio quella del lupo randagio: la conoscenza è fredda e noi dobbiamo essere abbastanza roventi per poter affrontare un simile gelo.

Secondo Lampert nel passaggio sulla nave come rappresentazione della saggezza spinta del vento dello spirito Nietzsche rievoca l’Odissea come aveva fatto nel capitolo precedente con l’immagine di Zarathustra legato alla colonna. Nell’odissea metaforica, osserva Lampert, Zarathustra scoprirà la sua vera saggezza. Del resto è da un po’ che Zarathustra ha lasciato le sue terre conosciute per il mare aperto, per approdare infine nelle isole beate. Questo viaggio, infatti, ricorda molto quello di Odisseo e Nietzsche amava molto la cultura greca, dunque non può essere un caso.