sublimi

Dei sublimi (spiegazione/Zarathustra)

Zarathustra incontra un sublime. Di questo sublime ci dice che è pieno di verità brutte, di vestiti stracciati, taciturno e troppo contratto su se stesso. Zarathustra sostiene di non amare questo tipo di uomini.

Cosa intende Nietzsche per sublime? Il concetto di sublime di Nietzsche è lo stesso di Kant. Lui assume il concetto kantiano di sublime tratto dalla Critica del giudizio. Secondo Kant esistono principalmente due forme di sublime:

1) Sublime matematico: noi che ci sentiamo piccoli di fronte all’infinito o a qualcosa che si sovrasta.

2) Sublime dinamico: noi che ci sentiamo impotenti di fronte alla potenza della natura.

Entrambe queste sensazioni ci danno un senso di piacere e allo stesso tempo di dispiacere. Secondo Lampert Nietzsche sostiene che i moderni hanno ripreso lo spirito tragico dei greci, ma lo hanno trasformato nello spirito della penitenza. Non è questo lo spirito tragico dell’eroe greco, non è dire semplicemente che la vita fa schifo e che bisogna soffrire.

Il sublime dovrebbe trovare un modo di uscire da se stesso, da questa centratura e in questo caso raggiungerà il suo sole.

La bellezza deve cercare il sublime, ma la bellezza è difficile da raggiungere per le volontà violente. Per i sublimi è difficile stare con i muscoli rilassati e la volontà staccata. Quando la potenza scende giù nel visibile, questo è ciò che Zarathustra chiama bellezza. Il sublime deve trovare la sua bellezza.

Dell’anima dice Zarathustra che solo quando l’eroe l’ha lasciata, le si avvicina in sogno il supereroe.

Allora il sublime deve superare se stesso da eroe, deve diventare supereroe e ha bisogno di cercare la bellezza per questo. Il bello e il sublime sono contrapposti. Al sublime manca il bello. È interessante notare come il bello si riferisca all’esteriorità, mentre il sublime presupponga l’interiorità. Il bello è sempre qualcosa che si dà ai sensi e attraverso essi. Il sublime lo possiamo trovare anche in cose molto brutte come gli uragani o i terremoti. È chiaro che i sublimi di Nietzsche sono degli introversi, magari anche capaci di grandi altezze dello spirito, ma che nella realtà sono solo ancora delle tigri che non hanno fatto il balzo.

Questo capitolo, purtroppo, non viene considerato come rilevante da parte di Jung, per questo non ci riferisce nulla su di esso Un peccato perché, secondo me, meriterebbe di più.